Il Casino di Venezia - Ca' Vendramin Calergi: storia e descrizione dellex casinò reale veneziano.
La storia del Casino di Venezia
Il Casino di Venezia, noto anche come Ca' Vendramin Calergi, è un edificio storico situato nel cuore della città lagunare di Venezia. La sua storia https://casinocavendramincalergi.it/ inizia alla fine del XVIII secolo, quando l'imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo ordinò la costruzione di una nuova residenza per il principe Girolamo Rinuccini.
Nel 1780 fu completato l'edificio progettato dall'architetto neoclassico Domenico Ceretto e destinato ad ospitare le cerimonie ufficiali del principe. Tuttavia, solo pochi anni dopo, nel 1798, la struttura fu acquistata dallo Stato veneziano per essere trasformata in un casinò.
La sua funzione principale era quella di attrazione turistica e sociale, offrendo ai visitatori una vasta gamma di attività ricreative tra cui gioco d'azzardo, danza, musica e spettacolo. Il Casinò di Venezia fu rapidamente un luogo di divertimento alla moda per le classi elevate della società veneziana.
La descrizione dell'edificio
Ca' Vendramin Calergi è un palazzo neoclassico con una facciata imponente e decorativa, con 17 colonne corinzie che supportano lo stadio centrale. L'architettura esterna è ricca di dettagli artigianali in marmo e pietra dure.
All'interno dell'edificio si trovavano tre sale da gioco principali, ognuna con un proprio tema: la Sala del Principe, la Sala delle Dame e la Sala dei Cavalieri. La prima era riservata ai membri della nobiltà che potevano accedere alle funzioni sociali di alto livello tenutesi all'interno dell'edificio.
La seconda sala era invece dedicata alle donne appartenenti alla classe nobile, mentre la terza ospitava i cavalieri e gli ufficiali militari. In ogni area, i giocatori potevano partecipare a vari giochi d'azzardo, tra cui roulette, baccarat e poker.
La declinazione del Casinò di Venezia
Il periodo d'oro del Casino di Venezia durò solo pochi anni. Le classi inferiori della società veneziana iniziarono infatti a criticare la politica discriminatoria dell'edificio, che permetteva solo alle persone con un determinato livello di reddito o status sociale a partecipare ai giochi.
Il 17 aprile 1807 fu introdotta una legge che vietava esplicitamente l'ingresso delle classi inferiori al Casinò. I giocatori più ricchi si ritrovarono così con l'esclusiva dell'edificio, mentre i poveri furono costretti a cercare alternative per il loro divertimento.
Nel 1811 fu introdotta un'altra legge che ridusse le attività del casinò. La Sala delle Dame fu convertita in una biblioteca e gli accessori da gioco vennero rimossi dalle sale da gioco.
La chiusura definitiva
A causa di questi sviluppi, il Casinò di Venezia cessò gradualmente le sue attività nel 1821. Il complesso fu adibito a residenza privata per una famiglia locale e non tornò più alla sua funzione originaria.
La restaurazione dell'edificio
Negli anni '70, il Comune di Venezia acquistò l'immobile con l'intento di trasformarlo in un teatro. La ristrutturazione fu completata solo nel 1985 e da allora Ca' Vendramin Calergi è stato utilizzato per diverse manifestazioni culturali.
La destinazione odierna
Il Casino di Venezia, noto ora come Teatro alle Tese, ospita la stagione teatrale della città. L'edificio neoclassico con i suoi interni ricchi e sontuosi accoglie gli spettatori di opere liriche, balletti, concerti e recite.
Il complesso è anche sede dell'Istituto Internazionale per la Storia del Teatro (IIEST), che promuove lo studio della storia dello spettacolo. Tuttavia, a differenza delle sue precedenti funzioni come casinò, non esistono più sale da gioco o opzioni di intrattenimento legate al gioco d'azzardo.
Il patrimonio culturale del Casino di Venezia
La storia e la descrizione dell'edificio neoclassico Ca' Vendramin Calergi sono un esempio di come una struttura possa cambiare funzione nel corso degli anni, senza compromettere il suo patrimonio culturale. L'eredità del Casino di Venezia è ancora oggi presente nella sua architettura e decorazioni ricche.
L'edificio neoclassico non solo riflette la storia della città lagunare ma rappresenta anche un passaggio storico tra le funzioni culturali e sociali delle classi elevate nel Settecento veneziano.